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Spazio comunicazione

Incontro con la poetessa Beatrice Niccolai, autrice del libro:
"Sans papier. Reato d'esistenza di una buona a nulla"

 

di Nicola Amato


In un mondo in cui il caos ed un sistema di vita frenetico regnano sovrani, parlare di poesia può sembrare a prima vista “rètro”, ma non lo è affatto. Anzi, la poesia rappresenta oggi un importante catalizzatore tra l'uomo in quanto essere pensante ed il suo agire.
Per parlare di queste tematiche abbiamo intervistato la poetessa toscana Beatrice Niccolai , che ama definirsi “oltre che madre, uno spazio vuoto in mezzo alle parole” , autrice di uno straordinario libro di poesie, dal titolo “ Sans papier – reato di esistenza di una buona a nulla ”, che parlano d'amore, quello puro ed incondizionato, quello che fa fremere di passione, non solo tra amanti, ma anche tra una madre ed il proprio figlio.

D. - Vorrei iniziare questa piacevole chiacchierata con Beatrice  Niccolai ponendo la poesia in contrapposizione alla prosa.  Premesso che entrambi, una volta tirati fuori dal cassetto dell'autore e pubblicati, diventano per antonomasia comunicazione nel senso puro del termine in quanto, oltre all'emittente della comunicazione, il canale su cui viaggia ed il messaggio che si intende trasmettere, si aggiunge la “sine qua non” che è il ricevente la comunicazione, volevo chiederti secondo te quali sono le differenze di fruizione della comunicazione tra poesia e prosa.

R. - Ritengo siano due modi anche opposti di comunicare. Premetto, non sono un'amante della tecnica, prediligendo il sentire della parola. L'efficacia della poesia è l'immediatezza del sentimento. Quella liturgia interiore che si consuma in un attimo ma che rimane eterna, molto più della prosa, ch'è l'articolazione della narrazione che attenua i tratti forti dello scrivere poesia.

D. - Ho letto da poco le statistiche europee per quello che concerne le percentuali di lettori di libri. Il dato è sconfortante: in questa classifica l'Italia è tra gli ultimi posti per numero di libri letti da ciascun lettore.  In questa già disastrata situazione, a loro volta, i libri di poesia sono praticamente all'ultimo posto della classifica della tipologia di libri letti. La scelta quindi di pubblicare un libro di poesie, al giorno d'oggi, è quantomeno coraggiosa.
Al di là del fatto che chi scrive libri di poesia sono sicuro non lo fa per diventare ricco, cos'altro allora c'è dietro?

R. - Siamo anche uno dei paesi europei con la più alta percentuale di naviganti della rete e il paese in cui i prezzi di copertina dei libri rasentano l'inverosimile.
La scelta di pubblicare poesie è stata una scelta non esattamente mia, ma di più che mi hanno letta in rete e di un editore coraggioso che mi ha proposto la pubblicazione.
Oggi più che mai c'è bisogno di poesia, ch'è come scavare un mare nel deserto o ricordarci della bellezza di un tramonto.
Dietro a chi scrive “poesie” c'è una persona con un occhio puntato come un mitra sul cuore e che ascolta il suo sentire, che non credo sia diverso dal sentire di molti.
Poi scopri che il mitra non è altro che una lente d'ingrandimento e vedi tutto il sentire camminarti fuori, fino ad arrivare alle mani, ad una tastiera, ad un foglio e ti senti dire che fai poesia.
I soldi? Sono solo un mezzo per poter vivere dignitosamente. Chi fa poesia non sarà mai ricco, perché forse lo arricchisce più un tramonto di una macchina tirata a lucido.

D. - Veniamo al tuo libro.  Ci dici brevemente qual è il messaggio che vorresti che i tuoi lettori  recepissero leggendo “Sans papier”?

R. - “Sans papier - reato d'esistenza di una buona a nulla”, nasce senza carta, su una pagina personale (blog) in rete.
Sulla carta ha avuto la fortuna di diventare abbraccio con Pino Roveredo , premio Campiello 2005 e con Giovanni Choukhadarian, critico letterario che ne hanno curato il primo la prefazione, il secondo l'introduzione.
Sans papier è l'importanza di Amare, fino a stare male, la vita. E' un percorso nel silenzio di una donna che si racconta nel sentire, dall'attesa – il valore dell'attesa – alla tenerezza dell'Amore, come se quella stagione fosse sempre di ogni donna (e anche uomo, spero), rinascita. Tema centrale è direi l'Amore, in qualunque modo lo si intenda. Nel caso di Sans papier è l'Amore di una donna verso un uomo, verso il figlio, verso la vita.   

D. - Qualche giorno fa in chat mi dicesti che “Sans papier” non deve essere considerato come lettura principale, ma preso a piccole dosi.  Perché?

R. - Credo personalmente che la “poesia” sia una forma d'eternità della parola. Piccoli e brevi passaggi del proprio sentire, quasi una “denuncia” e l'introduzione al proprio pensare . In ogni poesia c'è un concetto che va oltre, che usa la parola per esprimere solo qualcosa di molto più grande che si muove dentro.
Prendi ad esempio una poesia di un Poeta Maestro come Sbarbaro o Montale, oppure una poesia di Eluard o Salinas. E' una visione d'immenso che riempie il pensare di un'intera sera. Ed è questo che sta mancando. La libertà del pensare.
Se leggessimo tutti più poesie forse suoneremo meno clacson durante il giorno.
Una delle cose più belle accadute con Sans papier è che diversi giovani mi hanno scritto di avere preso l'abitudine di leggere con i genitori o con coetanei, alcune mie poesie e commentarle, cercarle di capire, cercare di condividere.
Loro non lo sanno, ma hanno fatto di quel loro momento poesia viva.

D. - Concludo con una domanda tanto classica quanto sempre apprezzata dagli affezionati lettori di ogni autore. A quando la tua prossima fatica letteraria?  Possiamo osare chiedere di cosa tratterà?

R. - Due libri di poesie sono da poco chiusi. Due libri diversi fra loro. Uno di poesie sia in lingua francese, sia italiana, tradotto da Guidu Antonietti di Cinarca un architetto corso che attualmente vive ad Aix in Provenza.L'altro invece è un libro di poesia e fotografia, con le fotografie di Deborah Marini una giovane fotografa piacentina che ha curato anche le copertine degli altri libri.
I libri di poesia non fanno rumore sullo scaffale, ma se li apri, sentirai un gran baccano e ogni libro di poesia ha bisogno di un editore coraggioso. Al momento sto lavorando ad un teatro della parola da portare in mezzo alla gente e ad un romanzo in prosa, con piccole riflessioni in poesia.
La strada è lunga ed io e le parole siamo messe in viaggio verso un punto di partenza.

 

Alcune informazioni sul libro

 

 

Titolo: Sans papier. Reato d'esistenza di una buona a nulla

Autore:
Beatrice Niccolai

Editore: Ennepilibri

Collana: Poesia in notes

Anno: 2006

Pagine: 191, rilegato

Prezzo: € 14,50


Link utili
Blog di beatrice Niccolai

 

 

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Articolo di Nicola Amato
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