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Cookies

 

Nicola Amato
28/03/07


Il termine cookie, prestato dalla lingua inglese, utilizzato per prima in sistemi UNIX, è stato introdotto nel mondo Internet intorno al 1996, per indicare una tecnica con la quale il server trasferisce un piccolo file di testo sul computer del navigatore.  Letteralmente cookie significa biscotto. Pertanto, in maniera figurata, il server lascia una briciola di biscotto sul computer del navigatore. Quando navighiamo, sempre più frequentemente incontriamo siti Internet che sembra si ricordino di noi.  Ci salutano magari per nome, visualizzano il nostro oroscopo, ripropongono la veste grafica che abbiamo scelto.

Ma come fanno?

E' ovvio che non siamo di fronte a doti soprannaturali da parte dei siti.
Semplicemente usano i cookies, che hanno depositato in una zona specifica del nostro software di navigazione (Netscape o Explorer) l'ultima volta che ci siamo collegati a quel determinato computer.   Questi file contengono alcune informazioni su di noi, come la data dell'ultimo collegamento, le scelte che abbiamo fatto, alcune azioni che abbiamo compiuto, ecc. Insomma, dati utili affinché il server si possa ricordare di noi quando torneremo a fargli visita. Pertanto è una soluzione che sulla carta sembra essere un ottimo strumento di comunicazione e relazione tra il sito Internet e il navigatore. Tanto quanto, nella nostra vita reale, proviamo piacere quando il commesso di un negozio si ricorda di noi, ci saluta con un bel sorriso, si ricorda dei nostri gusti e di quello che abbiamo comprato l'ultima volta.

Un cookie, di per sé non è dannoso. Dipende da come un sito Internet ne fa uso e da come gestisce le informazioni che sono state raccolte.
Chiedere il permesso da parte della società del sito, potrebbe essere un forte segnale di correttezza e trasparenza.  E', in questo caso, un'ottimo strumento con il quale il navigatore, informato, viene messo a suo agio e libero di scegliere se concedere o meno le informazioni sul proprio conto. E' indiscutibile il fatto che per i siti di e-commerce, i cookies possano essere degli ottimi strumenti con i quali riconoscere i propri clienti, ricordarsi quali sono stati gli ultimi prodotti visualizzati o ordinati.

Quando navighiamo sul web nel nostro disco fisso vengono memorizzati pagine, immagini e files. In teoria questa procedura serve soltanto per velocizzare il nostro navigatore quando, alla seconda visita in un sito, ha già tutto pronto in memoria e non deve aspettare di scaricare niente dal web. I cookies hanno poco o nulla da spartire con tutto questo, loro sono dei piccoli files che riceviamo mentre navighiamo ma, cosa inquietante, possono esserci mandati, prelevati, rielaborati e di nuovo rimandati senza che ci possiamo accorgere di un bel niente. Allora le domande di tutti sono tante: sono pericolosi, rischio di perdere la mia privacy e che tipo di informazioni fanno uscire dal mio pc? L'idea di cookie intesa come "biscotto" potrebbe cadere sotto la luce della verità dei fatti intesa come "pidocchi spie"? Nel sito della Netscape c'è un'ampia discussione riguardo tutte le problematiche relative ai cookies ed anche una definizione che recita più o meno così: "si tratta di un meccanismo che permette al server (tramite i CGI script) di ricevere informazioni e di scaricarle con lo scopo di estendere le possibilità delle applicazioni basate sul rapporto tra client (il ns computer) e server."

Analizzando il tutto si capisce bene che il computer server può fare un pò il bello ed il cattivo tempo mentre il nostro non ha possibilità di scelta. Il server quindi andrà a registrare tutta la nostra attività nel sito come quante volte lo abbiamo visitato e con quanta frequenza, i link e i percorsi seguiti ecc. e questo si presume con lo scopo di vendere (?) tali dati ad agenzie che si occupano di ricerche di mercato, pubblicità o altro. Possono essere anche utili come quando non ci costringono a ridigitare di nuovo lo UserID e la password nei siti riservati o che danno un servizio. 

Rimane comunque il fatto che qualche informazione esce dal nostro computer, cosa contengano queste informazioni è difficile da decifrare anche per gli esperti e sopratutto è quasi impossibile sapere come vengano utilizzate. Le possibilità che ci rimangono sono due: continuare ignari a navigare per la felicità di chi andrà a decifrali e a decifrarci o impedire l'utilizzo dei cookie tramite le opzioni dei browser. La terza opzione è quella di interagire con loro: ogni volta che qualche sito vuole interagire con noi tramite qualche cookie possiamo decidere se accettarli o meno. Inutile dire che questa possilità e assai noiosa.

Andiamo ad analizzare dove sono e soprattutto come sono fatti.

Per gli utenti di Windows la cartella cookie si trova sotto C:\Windows\Cookie. Se la si apre ci troveremo di fronte ad una lista di piccoli files dalla dimensione di 1k tranne l'index di dimensioni maggiori. Comunque sia sono molto piccoli e non dovrebbero mai esserci problemi di sovraccarico nel nostro hard disk a causa di questi files. L'estensione dei files è .txt quindi dei semplici files di testo, una buona notizia dato che questi files non possono trasmettere virus. Se andiamo ad esaminare i nomi dei cookie noteremo che essi hanno sempre presente dei riferimenti ai siti che abbiamo visitato in precedenza (tripod.txt, Geocities.txt.). 

Se incuriositi andiamo col doppio click a vedere cosa contengano questi files noteremo che essi sono composti da strane lettere incomprensibili e da una stringa che dice qualcosa. Il problema comunque non sta nel fatto che l'utente non possa conoscerne il contenuto, ma che non si sappia in che modo vengano utilizzati.

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