Fra pochi giorni potremmo salutare definitivamente gli "odiati" costi di ricarica. Ma sarà davvero conveniente? Ci saranno sorprese?
Manca poco ormai, a breve cambierà la "vita" degli utenti di schede prepagate di telefonia mobile, che finalmente potranno acquistare schede senza pagare altro se non il traffico telefonico.
Infatti, dal 5 marzo entra in attuazione il decreto Bersani , che obbliga i gestori di telefonia mobile ad eliminare i costi fissi di ricarica e i limiti di validità del traffico acquistato .
Qui c'è il testo del Decreto:
"IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione; Visto l'articolo 117 della Costituzione ed in particolare il comma secondo, lettere e), l) e m); Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di rimuovere ostacoli allo sviluppo economico e di adottare misure a garanzia dei diritti dei consumatori; Ritenuta, altresì, la straordinaria necessità ed urgenza di intervenire per rendere più concorrenziali gli assetti del mercato e favorire la crescita della competitività del sistema produttivo nazionale, assicurando il rispetto dei principi comunitari; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 25 gennaio 2007; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, del Ministro dello sviluppo economico, del Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, del Ministro della pubblica istruzione e del Ministro per le politiche europee, di concerto con i Ministri per gli affari regionali e le autonomie locali, dei trasporti, per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, delle comunicazioni, delle infrastrutture, dell'economia e delle finanze e delle politiche agricole alimentari e forestali;
EMANA il seguente decreto-legge:
Art. 1.
Ricarica nei servizi di telefonia mobile, trasparenza e libertà di recesso dai contratti con operatori telefonici, televisivi e di servizi internet
1. Al fine di favorire la concorrenza e la trasparenza delle tariffe, di garantire ai consumatori finali un adeguato livello di conoscenza sugli effettivi costi del servizio, nonchè di facilitare il confronto tra le offerte presenti sul mercato, è vietata, da parte degli operatori della telefonia mobile, l'applicazione di costi fissi e di contributi per la ricarica di carte prepagate, anche via bancomat o in forma telematica, aggiuntivi rispetto al costo del traffico telefonico richiesto , nonchè la previsione di termini temporali massimi di utilizzo del traffico acquistato. Ogni eventuale clausola difforme è nulla ai sensi dell'articolo 1418 del codice civile. Gli operatori adeguano la propria offerta commerciale alle predette disposizioni entro il termine di trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
2. L'offerta delle tariffe dei differenti operatori della telefonia deve evidenziare tutte le voci che compongono l'effettivo costo del traffico telefonico, al fine di consentire ai singoli consumatori un adeguato confronto.
3. I contratti per adesione stipulati con operatori di telefonia e di reti televisive e di comunicazione elettronica, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata, devono prevedere la facoltà del contraente di recedere dal contratto o di trasferirlo presso altro operatore senza vincoli temporali o ritardi non giustificati da esigenze tecniche e senza spese non giustificate da costi dell'operatore e non possono imporre un obbligo di preavviso superiore a trenta giorni. Le clausole difformi sono nulle, fatta salva la facoltà degli operatori di adeguare alle disposizioni del presente articolo i rapporti contrattuali già stipulati alla data di entrata in vigore del presente decreto entro i successivi sessanta giorni.
4. L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni stabilisce le modalità attuative delle disposizioni di cui al comma 2 e applica le relative sanzioni".
In base ai termini della delibera, gli operatori devono evidenziare tutte le voci che compongono l'effettivo costo per il consumatore. In particolare, per quanto riguarda la telefonia mobile, gli operatori devono indicare nelle proprie offerte, nel caso di piani tariffari al consumo (ad esempio quelli con le ricariche), il costo complessivo delle chiamate vocali di durata di 1 minuto e di 2 minuti.
A prima vista sembrerebbe aver risolto parecchi dei problemi dei consumatori, ma, come sempre, bisogna prestare molta attenzione. L'abolizione dei costi di ricarica è interpretata da ciascun gestore a proprio piacimento: c'è chi aumenta lo scatto alla risposta e c'è chi costringe a cambiare piano tariffario.
L'abolizione dei costi sulle prepagate viene inaugurata da 3
Ecco cosa farà Tre
In anticipo, rispetto alla concorrenza, Tre si adeguerà al Decreto Legge Bersani in materia di abolizione dei costi di ricarica. Tutte le ricariche effettuate a partire da questa data, sia lato standard che lato power, erogheranno un credito senza scadenza pari all'importo speso per l'acquisto della ricarica.
Da oggi anche utilizzando il lato Power i clienti riceveranno un credito senza scadenza pari all'importo speso per l'acquisto della ricarica, come se avessero utilizzato il lato standard. I nuovi clienti che attiveranno dal 2 marzo al 30 aprile 2007 una Ricaricabile 3 da 20€ riceveranno 30€ di traffico. Le novità introdotte dal Decreto Legge 7/07 saranno applicate dal 2 marzo 2007 a tutte le ricariche 3 già in commercio. I clienti 3 potranno quindi continuare ad utilizzare le ricariche 3 attualmente presenti sul mercato e, indipendentemente dal lato utilizzato (standard o power), riceveranno un credito senza scadenza pari all'importo speso per l'acquisto della ricarica.
Il tutto è pubblicizzato da una campagna con il volto di Paris Hilton e il nuovo tormentone "Caro Signor Ministro, meglio cambiare no?".
Ecco cosa farà Tim Dal prossimo 5 marzo il primo operatore mobile italiano si adeguerà al Decreto Bersani, relativo all'abolizione dei costi di ricarica.
Il primo gestore mobile italiano informa la propria rete di vendita che dalla data in cui entrerà in atto il decreto, tutte le ricariche eseguite, mediante l'utilizzo di qualsiasi metodologia di ricarica, non saranno più comprensive di costo di ricarica che sarà da intendersi computato a traffico telefonico effettivo.
Ecco cosa farà Vodafone Italia
L'offerta partirà dal 4 marzo. Vodafone Italia informa i propri rivenditori che, a partire dalla mezzanotte del giorno 4 marzo, tutte le operazioni di ricarica, effettuate utilizzando tutti i possibili canali non saranno più comprensive di costo di ricarica ma che tale costo sarà conteggiato interamente come effettivo traffico telefonico.
Da questa data non avverranno variazioni sui tagli di ricarica ma al cliente sarà accreditato l'intero importo speso per l'acquisto della ricarica. Le attuali card in vendita resteranno valide fino all'esaurimento delle scorte presenti ma, anche in questo caso, l'importo accreditato sarà dell'intera cifra spesa dal cliente, a prescindere dalla dicitura della card stessa.
Da alcuni giorni girano sui forum e newsletter alcune notizie riguardanti l'aumento delle tariffe. Vodafone smentisce le presunte modifiche dei piani tariffari esistenti. Più care invece saranno le nuove tariffe del gestore anglosassone.
“Le tariffe esistenti continueranno ad avere le medesime condizioni e prezzi . Nessun aumento in vista per i nostri clienti”. Questo sono le parole dell'ufficio stampa dell'operatore inglese. Non è da escludere infatti che nelle prossime settimane vengano proposti altri profili apparentemente più convenienti ma con costi fissi (tipo scatto alla risposta, appunto) maggiorati rispetto ai vecchi contratti. Ai clienti basterà resistere alle lusinghe e non cambiare piano per mantenere inalterati i prezzi attuali.
Dopo l'approvazione del Decreto Bersani sull'abolizione dei costi di ricarica i consumatori e gli analisti si aspettano infatti che una parte dei perduti introiti (un miliardo e 714 milioni) sarà recuperata con un aumento delle tariffe. Per questo la Guardia di Finanza nelle scorse settimane ha acquisito i piani tariffari degli operatori mobili e fissi.
Ecco cosa farà Wind
Quello di wind è il caso più eclatante. L'operatore arancione mantiene i costi di ricarica e sfida il decreto Bersani. Wind applicherà i dettami solo ai nuovi piani tariffari che saranno attivati dopo il 5 Marzo, in quanto ritiene che il decreto non sia retroattivo. Chi volesse non pagare più i costi di ricarica dovrà dunque cambiare piano telefonico con lo svantaggio che questi sono meno convenienti di quelli in vigore sinora. I nuovi piani sostituiranno quelli esistenti dal 5 marzo e solo questi non avranno più i costi di ricarica.
Le vecchie ricaricabili invece continueranno a pagare i tanto odiati costi aggiuntivi sulle ricariche da 10 e da 25 euro, in aperta sfida con quanto previsto dal decreto Bersani. Solo le ricariche da 50 euro da sempre non hanno costi extra.
Come è accaduto per la Vodafone , anche il gestore di telefonia mobile Wind annuncia rincari nelle tariffe che avranno, come già visto nella compagnia britannica, scatti di 30 secondi. Inoltre lo scatto alla risposta sfiorerà in alcuni casi anche i 17 cent. Sparirà anche la mini ricarica da 4 euro, un'azione che colpirà duramente le fasce più giovani della clientela Wind.
Secondo Wind bisogna cambiare il profilo tariffario se si vuole usufruire del vantaggio di non pagare i costi di ricarica.
Non ci sembra affatto un comportamento corretto, tuttavia secondo l'azienda tutto è stato fatto entro i limiti del decreto. Si prevedono già scontri e azioni legali contro le scelte commerciali di Wind.
Iannone Domenico
http://www.hardwaremax.it/content/view/370/1/
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